lunedì 26 aprile 2010
Terra
giovedì 1 aprile 2010
versi e rime sulle cime
di Gaetano Gulisano
Introduzione di Renzo Montagnoli
Edizioni Il Foglio Letterario
http://www.ilfoglioletterario.it/
ilfoglio@infol.it
Poesia e narrativa
Pagg. 103
ISBN: 978-88-7606-228-5
Prezzo: € 10,00
(poesia tratta dal mio libro “Versi e rime sulle cime”)
L’ALPINISTA
Osservo la tua ruvida cute
coperta da irta boscaglia,
ma dentro la mia anima
sei dolce velluto.
Cammino lungo
i tuoi scoscesi sentieri,
ma nei miei sensi
sono agevoli e limpide vie.
Mi inerpico lungo i tuoi
impervi e irti fianchi,
ma vedo solo sinuose
e soavi forme.
Mi abbandono alla tua essenza,
trovando in te possente monte
l’anelata pace
nella tua somma vetta.
Gaetano Gulisano
sabato 27 marzo 2010
Forte(mente)
sabato 20 marzo 2010
Primavera
lunedì 15 marzo 2010
Volo
mercoledì 10 marzo 2010
Democrazia?
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate per altro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.
« La vita di un popolo non consiste nel diritto di eleggere i propri rappresentanti, ma nell'invogliarli, nel dirigerli sulla via, nel trasmettere loro la propria ispirazione. Nelle piccole repubbliche antiche, il popolo era chiamato a decidere intorno le leggi proposte. Nei grandi Stati moderni, l'associazione deve supplire all'esercizio impossibile di quel diritto. L'opinione del Paese dovrebbe legalmente, normalmente rivelarsi al governo intorno a ogni cosa che tocca i più. »
(Aurelio Saffi)
« Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »
(Walt Whitman, Prospettive democratiche) […] continua a leggere
Io non amo parlare di politica, proprio perché non amo la politica, potrei dilungarmi nello spiegarne il motivo, ma non lo farò almeno in questo post, forse lo farò più in la.
Ma di una cosa non potrei fare a meno nella vita: la “DEMOCRAZIA” ma di quella vera non di quella millantata ed oltraggiata ogni giorno nei e dai media e da chi se ne fa paladino.
Se dovessi perdere la democrazia, (per me) la vita non avrebbe alcun senso se non quello di riacquistarla.
Ora, non riesco a capire perché fare votare una parte di Italiani, sarebbe antidemocratico, mentre è alta democrazia vietarglielo.
Certamente le regole sono regole, non si sono rispettati dei tempi ed in campo ci sarà una sola squadra. Bene, un fastidio in meno non occorrerà andare a votare, perché andarci non avrebbe senso, dato che a tavolino si è già espulso l’avversario (anche se per colpa di quest’ultimo).
Naturalmente, ammettere l’avversario, nonostante quest’irregolarità sarebbe stata una prova di sportività e di superiorità di consenso, sempre sbandierata nelle varie trasmissione televisive; mentre invece sembra un’evidente consapevolezza di inferiorità di consenso nazionale.
Dunque, se si può squalificare l’avversario prima di farlo arrivare in campo tanto meglio.
Pertanto, auspicherei, che si cambiasse la dicitura da elezioni regionali a “Primarie” del PD, dato che si andrà alle urne ( per chi ci andrà) senza avversari.
Difatti, è come guardare una partita di calcio giocata ore prima del quale si conosce benissimo il risultato.
Ma tutto questo cosa ha a che fare con la democrazia?
lunedì 8 marzo 2010
Festa della donna
Per tutte quelle donne che questa sera (spero poche) affolleranno i locali di strip man, credendo di sentirsi libere, non sapendo di essere schiave del peggiore aguzzino... Loro stesse.
Io, non sono un moralista, anzi credo di essere tutt'altro, ma ci sono ben dodici mesi all'anno per affollare certi locali.
(fonte wikipedia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Internazionale_della_Donna
Giornata Internazionale della Donna
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La mimosa, simbolo italiano della Festa della donna.
La Giornata Internazionale della Donna, comunemente definita Festa della Donna, è una giornata commemorativa celebrata l'8 marzo di ogni anno, che intende ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
Nel corso degli anni la ricorrenza sta perdendo in molti paesi l'originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione di mero carattere commerciale.
Clara Zetkin
Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni - tra i quali i maggiori dirigenti socialisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès - vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonianismo e anche sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alla donne.
Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste.
Non tutti condivisero la decisione di escludere ogni alleanza con le «femministe borghesi»: negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto «alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione». Fu la stessa Corinne Brown a presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna. Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne.
Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell'anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909.
La Conferenza di Copenaghen (1910)
Aleksandra Kollontaj
Il lunghissimo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie newyorkesi, durato dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, fu considerato, nel Woman's Day tenuto a New York il successivo 27 febbraio, come una manifestazione che univa le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell'ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 - due giorni prima dell'apertura dell'VIII Congresso dell'Internazionale socialista - di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Negli ordini del giorno dei lavori e nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne: risulta però nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, che una mozione per l'istituzione della Giornata internazionale della donna fosse «stata assunta come risoluzione». Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l'ultima domenica di febbraio, in Europa la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911 su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848 durante la rivoluzione il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne».
Non fu però celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. In Germania fu tenuta per la prima volta l'8 marzo 1914, giorno d'inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi, il 9 marzo 1914.
L'8 marzo 1917
Le celebrazioni furono interrotte dalla Prima Guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 - il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia - le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta, incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia».
In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.
La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton, a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 operaie, in gran parte emigrate italiane; altre versioni citavano la repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, e altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.[1]
Compare la mimosa
Manifestazione femminista
Nel settembre del 1944 si costituì a Roma l’UDI, Unione Donne Italiane, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce [2] , Rita Montagnana e di Teresa Mattei.[3]
Negli anni Cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere «Noi Donne», il mensile dell’UDI, divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico».[4] Nel 1959 le parlamentari Pina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l'iniziativa cadde nel vuoto.
Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.
Il femminismo
La polizia carica un corteo femminista
lunedì 1 marzo 2010
Aspetto il silenzio
Gaetano Gulisano
venerdì 19 febbraio 2010
I tuoi occhi
sabato 30 gennaio 2010
Tutto tace
mercoledì 20 gennaio 2010
Un giorno ancora
Ancora un altro giorno oggi
Ancora un altro giorno oggi
Gaetano Gulisano
sabato 26 dicembre 2009
Oltre il Natale
Comignoli percossi
Pacchetti avvolti
Intermittenze di colori
Gaetano Gulisano
lunedì 21 dicembre 2009
Aspettando Natale
gente
venerdì 18 dicembre 2009
Dopo la nevicata
martedì 24 novembre 2009
Virtuo-sismi
lunedì 9 novembre 2009
L'Ombra
venerdì 30 ottobre 2009
Rosa rossa
Rosa Rossa
Rosso fiore
lunedì 26 ottobre 2009
L'armadio
L’armadio
Pensieri nascosti
nel solaio dell’anima
dentro un armadio
con le ante rivolte al muro.
Guardo il soffitto
nel buio dei miei segreti
e non riesco ad ignorare
quell’armadio.
Vorrei dimenticare,
mi specchio nei miei ricordi,
non vedo alcuna immagine.
La mia mente non vorrebbe
ma i mie passi volgono al solaio,
i miei occhi ignari
indugiano sull’armadio,
guardo le mie mani
e le vedo intrise di vita.
Le ante aperte
non più rivolte al muro,
il solaio non ha più soffitto,
i miei ricordi
sono il mio presente
la mia immagine nitida
svela i miei pensieri.
Gaetano Gulisano.
lunedì 19 ottobre 2009
Giardino d'ottobre
(foto da web)Giardino d’ottobre.
Armonie di fiori
ancora sbocciano
sotto un sole d’ottobre,
pergolati vivono
in foglie madide
di fresca rugiada.
Ancora l’ ocra
indugia nel palesarsi,
le fronde aggrappate
alla vana speranza
d’un altro istante di vita
agognano la non morte,
mentre al suolo
la sorte le attende.
Luna di chiaro pallore,
melanconico sguardo
indugiato allo spasmo,
giardino d’ottobre
continua a fiorire.
Gaetano Gulisano
mercoledì 14 ottobre 2009
Colombe sporcate
(foto da web)Colombe sporcate
Colombe non più volano
nei cieli della memoria,
piume prive di candore,
sudice di menzogne
rovinano al suolo
con il peso del piombo.
Rami d’ulivo
rinsecchiti e spogli,
utopie di tempi antichi,
tanto vicini
ma troppo lontani
dall’umano sentire.
Arcobaleni privi dell’indaco,
defraudati del giallo,
spogliati dei loro colori
ormai cancellati da
un velenoso “fungo”
di chiaro bagliore.
Gaetano Gulisano
sabato 3 ottobre 2009
Pen-Ombra
Pen-Ombra
Celato dietro un soffice lino
bramo d’esser visto;
con discreta timidezza
mostro i miei pensieri in mezza luce
per non invadere il tuoi sensi.
Fioco barlume
per non offendere i tuoi occhi
semichiusi dagli affanni del tempo;
anime si rispecchiano
in pozze di chiaroscuri.
Sento affannoso il tuo respiro
avvicinarsi al mio,
la tua mano scoprire il velo,
vedo la luce sconfiggere
la pen-ombra.
Gaetano Gulisano




















