(foto da web)domenica 8 marzo 2009
Festa della Donna
(foto da web)giovedì 5 marzo 2009
Venezia
(foto da web)Venezia
Fluido senso salmastro
che in un perpetuo abbraccio
cingi secoli d’arte
nell’arcano andirivieni
di lente maree.
Muri bruni di invecchiati palazzi
che nel loro sgretolarsi
hanno fermato lo scorrere
di remote epoche.
Fondamenta inverdite
dalle avvinghiate alghe
che resistendo ai flutti
del tempo,
rammentano le nozze
con l’amata laguna.
Laguna,
fida sposa che non demordi
dall’imperituro amplesso,
mai sazia dei baci
dell’amato tuo sposo
che in quelle brune
mura trova il riparo.
Donata dal mare
nel tuo dolce incanto
in un galleggiante talamo
di calmi flutti,
bianca strenna
è l’argentea luna
che stende un calmo vello,
ammantandoti
in un casto sembiante,
mentre come un’orchestra
di dotti musici:
lo sciabordio delle onde suona
la dolce la nenia dell’amore.
Gaetano GULISANO
lunedì 2 marzo 2009
Mare Audiopoesia (esperimento)
Ho voluto provare ad interpretare una mia poesia, leggendola, aggiungendo musica e immagini, così come io la sento. Naturalmente, non sono né un attore né un interprete. Dunque, posto ugualmente di seguito la poesia, in maniera tale da poterla leggere.
Mare
Ascolto
il lento sciabordio delle onde
che dolcemente
accarezza lo scoglio,
cingendolo in un
amoroso abbraccio
offrendogli la chiara spuma.
Sento
il salso tepore
arrivarmi alle nari
pungendomi i sensi
in un groviglio
di turbinose emozioni,
che agitano i miei pensieri
fra i flutti impetuosi
dell’anima.
Marinaio
sulla zattera dei desideri
squassata dai marosi
della tua inquietudine,
naufrago nel ventre
del tuo orgoglio,
approdo nelle tue
dorate spiagge
madide ancora
del tuo calmo fragore.
Gaetano GULISANO
giovedì 26 febbraio 2009
Amarti
Amarti:
mentre il sole
con il suo caldo abbraccio
cinge il cielo in un
vermiglio manto,
colorando di nuovo il mondo,
togliendomi il respiro,
respirandomi di te
intanto che lento
mi abbandono al suo volere.
Amarti:
quando “Febo” ormai lontano
si inabissa con i suoi destrieri
nella purpurea calma del
cocente mare,
finché lasciato il posto
alla sua pallida sorella “Selene”,
ti rischiara in una scura notte
illuminando la tua essenza
dove dolcemente mi perdo.
Amarti:
dove la notte finisce
finendomi nei tuoi fluidi sguardi,
conducendoti all’oblio
per non obliarti con oboli d’amore,
dove il soave abbraccio dell’aurora
ci troverà abbracciati
ad aspettare,
il fragoroso scalpitare
dei nervosi destrieri
del divino “Febo”.
Gaetano GULISANO
(A mia moglie Annabella)
lunedì 23 febbraio 2009
Amico
Quante e quante cose si potrebbero dire sull'amicizia... Così tante che potrebbero quasi risultare tutte banali, proprio per il fatto che non lo sono per niente.
Amico
Amico,
che dentro un sorriso
spegni ogni mia pena,
lenendomi dai miei pensieri,
dandomi l’oblio nell’ilarità
della tua amicizia.
Amico,
che hai pianto sulla mia spalla
versando le mie stesse lacrime,
ridendo al mio essere istrione
appropriandoti dei miei sorrisi,
sperando le mie stesse speranze
realizzandole in reali sogni.
Amico,
moltitudine d’emozioni
che come gli impetuosi flutti
nella tempestosa notte
cingono le scogliere,
così la tua amicizia
nell’anima mia s’avvinghia
in un affettuoso abbraccio.
Gaetano GULISANO
Premio Brilante

GRAZIE MIRI
giovedì 19 febbraio 2009
Lacrima
(foto da web)Lacrima
Lacrima
che ascendi dall’anima
e ti palesi nei miei occhi,
quando i miei sensi
non reggono alle emozioni:
baciami le guance.
Lacrima,
liquido senso di gioia,
svelami le mie passioni
che si celano nelle recondite
regioni del mio cuore,
velandomi lo sguardo
facendomi vedere la verità.
Lacrima,
non arrestare il tuo viaggio
anche quando è il dolore
a richiedere la tua essenza,
fa che sgorghi tutto lo spasmo
come limpide cascate alpestri
e che dentro una lacrima
dimori gaiezza.
Gaetano GULISANO
lunedì 16 febbraio 2009
Nuovo giorno
(foto da web)Nuovo giorno
Lento passeggio
per i sentieri dell’anima
mentre claudicante
il giorno passa lieve
affannandosi.
Ancora non sento la sua agonia
che nel meriggio ha il preludio,
ma come nugoli di frecce che
scagliate a parabola
in un purpureo cielo
dopo l’inaspettato sibilo
trafiggono il guerriero,
così il giorno si avvia
imperterrito verso il suo
inevitabile fato.
La sera,
dove sciami di pensieri
mi avvolgeranno il senno
torturandomi in un turbinio
di emozioni.
La notte,
con il suo possente scudo
mi proteggerà da quel nugolo
d'aguzze frecce,
con il suo oblio mi avvolgerà
in un calmo abbraccio
e sarò allora pronto
ad ascoltare il vagito di
un nuovo giorno.
Gaetano GULISANO
domenica 15 febbraio 2009
Premio amicizia
Ho ricevuto dalla cara amica poetessa Marina questo premio amicizia. La cosa mi ha molto lusingato. Per regolamento, avrei dovuto scegliere, almeno sette blog meritevoli del premio; ma io, lo dono a tutti i blog della mia lista.Grazie ancora Marina .
Nel sito di Renzo Montagnoli

Sono stato intervistato anch'io, se volete potete leggere l'intervista e vedere il mio faccione cliccando qui .
giovedì 12 febbraio 2009
Nocchiero
Nocchiero
Sola
con i tuoi pensieri
navighi sulle onde
del tempo,
obliata da un sole
di ricordi.
Timoniera inesperta
su una nave
di cartapesta,
con la prua ai marosi
eventi,
segui la rotta
della vita.
Tempestoso
e scuro mare
di flutti impetuosi
e avversi:
è il tuo senno
pervaso dal pensiero
di antiche memorie.
Nocchiero,
soccorrila nella sua
traversata,
guida la sua prora
al tuo molo,
ormeggia la sua nave
alle tue calme rive:
e che non senta più
l’affannoso rollio
dei travolgenti flutti.
Gaetano GULISANO
mercoledì 11 febbraio 2009
Premio Dardos
Ieri ho ricevuto da:
Noidue2004: http://amoresenzaconfini.splinder.com/
Il premio Dardos per l'impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari, umani e personali
A loro, va il mio ringraziamento per avermi onorato con questo premio e per la loro assidua pesenza nel mio blog con i loro commenti:
GRAZIE
Il regolamento è il seguente: accettare e comunicare il regolamento, promuovere 15 blog meritevoli dello stesso premio,linkare il blog che ti ha premiato.
A mia volta dono questo premio a:
Carloesse75: http://didivinpoesia.splinder.com/
Fabiocogolato: http://sognidipoeta.splinder.com/
Fogliadivite: http://fogliadivite.splinder.com/
Soriana: http://rossiorizzonti.splinder.com/
Anna Teresa: http://cerbiatta64.splinder.com/
Miri: http://lozibaldonedimiri.splinder.com/
NeLLa’s: http://ripartodazerooo.blogspot.com/
Riyueren: http://innerland.splinder.com/
SorayaSrena: http://perennequilibrio.splinder.com/
Renzo Montagnoli: http://armoniadelleparole.splinder.com/
Cristina Bove: http://cristinabove.splinder.com/
Margherita: http://ghostdaisy.splinder.com/
Glodalessandro: http://glodalessandro.splinder.com/
Anileda: http://ladyeagle.splinder.com/
Natàlia: http://frammentipoetici.splinder.com/
lunedì 9 febbraio 2009
L'Alpino del '900


L’alpino del ‘900
Tu oh prode Alpino del novecento,
milite ignaro di tanto sgomento,
che per quei monti orgoglioso salivi
e i tuoi fratelli montani aiutavi.
Ignaro allora di tanta sventura
che su quei monti la sorte attendeva,
per l’ingordigia di umani potenti
morto ti vollero sopra quei monti.
Quei tuoi fratelli che prima aiutavi
ora nemici tu li nomavi,
perché i potenti tavean così detto
che non ve un uomo dentro l’elmetto.
Senza paura del combattimento
eri tu folgore nel vento,
che contro il nemico tuo destinato
della tua furia veniva investito.
Ma nel guardare quel elmo morente
in tutto a te rassomigliante,
scrutando sotto quel grigio mantello
lì scorgevi il tuo caro fratello,
che per tua mano come Caino
fosti tu fato del suo destino.
Ti domandavi con sommo stupore
perché son attore di sì tanto orrore,
in questo teatro sì insanguinato
che il Dio sì bello ci aveva donato,
quale cagione si possa invocare
perché questa guerra continuare.
Chi ha mai voluto l’inizio figliare
di sì immane assurdo furore,
che vedean i figli di quei monti belli
uccidersi ignari d’esser fratelli.
Tu invocavi il Dio degli umani
per far cessare quelle guerre immani,
e pei monti orgoglioso ancora salire
e tuoi fratelli oltre aiutare.
Ridargli il senno Dio degli umani,
a quei potenti si tanto stolti ,
perché ancor vivere sopra quei monti
possano in pace le umane genti.
Caro il mio alpino del novecento
al pari tuo è il mio sgomento,
dopo cent’anni di guerre immani
ancora stanchi non siamo gli umani,
che di Caino portiamo il fardello
e ancora uccidiamo il nostro fratello.
Gaetano GULISANO
sabato 7 febbraio 2009
Fingere di vivere
(foto da web)Fingere di vivere
Fingere d’amare la vita
vivendo obliandosi di vivere,
negandosi il sorriso
della vita stessa per
paura della vita.
Immaginarsi l’amore
senza riuscire ad amare,
per paura di amarsi amando
oboli d’esistenza.
Credere d’aver vissuto
una terrena realtà,
per poi scoprirsi
a guardare l’accogliente
ventre di una mamma,
sicuro che si ama realmente
solo donando la vita.
Gaetano GULISANO
venerdì 6 febbraio 2009
Il primo appuntamento
propone una rassegna di racconti e poesie sul tema "il primo appuntamento".
Il limite delle battute è di 5500.
C’è anche la mia poesia "L'attesa".
L'indirizzo cui mandare il materiale è: castor_et_pollux@libero.it
giovedì 5 febbraio 2009
Quassù
Dopo una bella chiacchierata con l'amico poeta e scrittore Renzo Montagnoli sulla bellezza e l'armonia delle montagne (passione che ci accomuna), ricevo una mail con una sua bellissima poesia...
Quassù
di Renzo Montagnoli
C’è un’aria di vita quassù
in questi boschi ombrosi
in queste piane soleggiate
nessun rumore in quota
solo il lento incedere del vento.
Come le cime silenziose
le mani si protendono al cielo
tanto è vicino
che par di toccarlo
di poter sfiorare con le dita
le poche candide nubi
che sonnecchiano nel meriggio.
Io e questa terra
io e questa amica natura
nessun altro a romper l’idillio
chiudo gli occhi
e ascolto la voce del creato
mille brusii di vita
timide voci di un mondo
che sfugge alla civiltà.
E’ un cuore pulsante
un’energia infinita
a cui lasciarsi andare
cullato dai pensieri
che rapidi s’involano
silenziosi e assorti
in un muto dialogo
con l’eternità.
lunedì 2 febbraio 2009
Metamorfosi
(foto da web)Guardo
la neve che senza
opporre resistenza
lenta sotto un possente sole
cede il posto alla sua metamorfosi,
trasformandosi in fluida acqua,
abbandonando quel suo
solido candore.
Osservo
il bruco strisciante
mentre voracemente si nutre
per mutarsi in una
leggiadra e variopinta
farfalla.
Scruto
il cielo che brulica di rondini
mentre si inseguono in una
frenetica e gioiosa danza
e immagino le loro uova
che si tramuteranno
in pigolanti ed affamati pulcini.
Mi specchio in una limpida pozza
e notando le mie prime rughe,
come crisalide, mi ritrovo a gioire
per la mia metamorfosi.
Gaetano GULISANO
venerdì 30 gennaio 2009
Memoria

Il giorno della memoria è già passato, ma che memoria sarebbe se ce ne fossimo già dimenticati?
Memoria
Lunghi sentieri di filo spinato
che come viali alberati
ombreggiano la luce
dei ricordi,
folti tappeti di anime
arrugginite dal tempo
calpestati dagli affanni
delle memorie.
Vicoli bui dove scorgere
una marmorea luce,
inseguendola in una smania
di reclusa libertà,
per poi scorgervi una
bruna verità.
Uomini che non vogliono
più percorrere i sentieri
del senno
camminando per le vie
dell’oblio.
Uomini che rifiutano l’umanità
ripudiando la memoria
nascondendosi alle memorie.
Gaetano GULISANO
lunedì 26 gennaio 2009
Paludi
Paludi
Annaspando
fra i paludosi acquitrini
dei miei pensieri,
dove s’intrecciano
alle terse memorie,
nauseabonde porcilaie:
dove sono i miei ricordi?
Barcollando
muovo lenti i passi
provando ad uscire
un piede e poi l’altro,
un viscido appiglio
e scivolo nell’abisso:
dové la mia anima?
Vacillando
ancora nel buio
bramando la luce,
smaniando un sorriso,
anelando la vita;
trovo la tua forza:
Amore mio!
Gaetano GULISANO
sabato 24 gennaio 2009
A ZIO GAETANO

Qualche giorno fa, aprendo le mail, ho avuto una piacevolissima e commovente sorpresa. I miei due nipotini: Matteo e Noemi rispettivamente di 10 anni Matteo e di 5 Noemi, mi hanno scritto e dedicato una poesia con la complicità della madre che, non li molla mai per un attimo (anche se il contenuto è da attribuirsi esclusivamente alle due stelline).
Inutile dirvi la mia soddisfazione e commozione nel leggerla.
A ZIO GAETANO
Zio Gaetano
è uno zio un po' strano,
è uno zio giocherellone
con un grosso bel pancione.
Di dieta non ne vuol sapere,
ma solo di mangiare e bere.
Gli piacciono le olive ascolane
patatine, pop corn e il salame.
In montagna noi sappiamo
che da “Fruzz” ci porterà
e attenzione: là il pastin ordinerà.
Gli piace la tecnologia
e se la porta sempre via
computer blog e e-mail
fanno della sua vita un remake.
Con noi gioca a uno, domino e all'oca
per farci sentire la vita meno vuota,
con noi scala la montagna
come un palo di cuccagna,
con noi ride e scherza
fino ad avere il mal di testa.
Facciamo la guerra dei cuscini,
ma non può vincere con noi bambini.
Ci vuole sempre accontentare
anche a costo di sbagliare.
Questa è la nostra conclusione:
“ABBIAMO PROPRIO UN BEL
GRANDE ZIONE”.
MATTEO e NOEMI
venerdì 23 gennaio 2009
Ringraziamenti
GRAZIE
giovedì 22 gennaio 2009
S.O.S. Affetto.
martedì 20 gennaio 2009
Il Tormento
Il Tormento
Mi abbandono
ai mostri della mia anima
che come orribili draghi
mi tormentano con lingue di fuoco,
disarmandomi della mia spada
disarcionandomi dalla mia
Io cavaliere errante
senza spada e senza onore,
senza un cavallo e senza
un regno da conquistare,
senza un castello dalle alte torri e
senza una principessa da salvare.
Il drago,
soffia solfurei aliti di terrore
ma non mi ucciderebbe
perché è conscio che non potrebbe
mai esistere senza il mio tormento
come io non potrei mai vivere
Gaetano GULISANO
domenica 18 gennaio 2009
Avviso importante
venerdì 16 gennaio 2009
Battaglie
(foto da web)Esultanti grida di vittoria
dei trionfatori,
agonizzanti urla di terrore
dei vinti,
sguardi assenti
di chi più non implora
umanità.
Occhi tremendi di chi sa
che non ve nessuna vittoria
nel sopprimere,
occhi di paura di chi sa
che non ve nessuna sconfitta
nel perire,
occhi pietosi di chi ancora
vorrebbe chiedere
pietà.
Si può mai vincere in guerra
uccidendo, assassinando
la propria umanità?
Si puoi mai perdere in guerra
lasciandosi uccidere
per non assassinare
la propria umanità?
Ci saranno mai vinti
in guerra?
Ci saranno mai vincitori
in guerra?
Ci saranno mai risposte
in guerra?
Quante domande
e nessuna risposta,
solo il fumo acre
della morte
e il pestilenziale
morbo della violenza
che come un
potente tosco
ammorba le anime
delle genti.
Gaetano GULISANO
mercoledì 14 gennaio 2009
Sono Tornato

Cari Amici blogger, non ero sparito, ma ero soltanto in ospedale a farmi togliere l’impalcatura dalla gamba. Adesso, sono ritornato senza (impalcatura) e con tanta voglia di comunicare emozioni emozionandomi. Fra le mille cose, la poesia è anche: emozionarsi emozionando. E, quale emozione è più intensa se non quella che dopo anni (3 anni ½ ) si inizia a guarire. Anche, se non posso fare a meno di pensare a quelli meno fortunati di me (ai quali va un caloroso abbraccio), che non hanno avuto l’opportunità di guarire e quelli che non hanno avuto l’opportunità di essere curati.
Nelle corsie degli ospedali, in questi anni di assidua frequentazione, ho visto tanta sofferenza abbinata a tanta forza, che non avrei mai creduto che potesse realmente esistere.
giovedì 8 gennaio 2009
Viva lo Sballo
VIVA LO SBALLO
-Gloria, hai trovato le pasticche?- dice Marco. E’ a bordo della sua BMW in compagnia di due suoi amici.
-Cosa cazzo ci servono le pasticche?- replica la ragazza, ferma sul marciapiede.
-Ma sei proprio fusa… Mi vuoi far credere che vuoi entrare in discoteca senza impasticcarti? Ah, capisco, hai tirato prima di uscire di casa. Eppure, non si direbbe dagli occhi.
-Marco, guarda che non ho toccato né coca né pasticche e non ho intenzione di farlo.
-Seee, seeee… Dai, monta in macchina- dice Marco guardandola con sospetto.
-Ma non possiamo fare a meno di quella merda?
-Sentite questa stronza: la chiama merda. Ma chi cazzo ti ha messo queste stronzate nella testa?- Dicono i tre ragazzi, quasi in coro.
-Ieri, mi sono sentita male e non ho intenzione di prendere più quella merda. Anzi, me ne torno a casa e fatti fottere tu e tuoi amici.
Gloria si allontana senza salutare.
I due amici, seduti nei sedili posteriori, scendono dalla macchina, sbattendo violentemente le portiere.
-Lasciala perdere quella stronza, che vada a fare in culo.
-Avete ragione. – Si sporge dal finestrino e le urla:- VAFFANCULO!
Gloria, già lontana, non risponde.
- Andate da Mustafà che ha la roba buona, che stasera ci sconvolgiamo alla grande. Chi ci ammazza a noi? – dice Marco.
-Si, hai ragione Chi ci ammazza?- E ridendo, i due ragazzi si allontanarono a piedi.
Erano le cinque del mattino e Gloria non riusciva a prendere sonno. Accese la TV. Al telegiornale locale stavano dando una notizia: una BMV con a bordo tre ragazzi e una ragazza, era uscita fuori strada al rientro dalla discoteca. La giornalista continuò dicendo che i ragazzi, al momento dell’incidente, erano sotto l’effetto di alcol e droghe. Subito dopo, passarono le loro foto.
Gloria urlò:-Cosa cazzo dice quella stronza! Io, sono rimasta a casa, non sono andata in discoteca con quei tre sfigati.- E mentre pronunciava quelle parole, la sua le cominciò a diventare estranea. Non riconosceva più i mobili, le pareti rosse e gialle, il poster degli U2. Tutto era di un bianco accecante. La TV, era diventata un monitor su cui c’era l’animazione irregolare di un elettrocardiogramma. Gloria aveva gli occhi chiusi.
Dopo qualche istante, i suoni si stabilizzarono in un unico fischio continuo, interrotto solo dal trambusto di medici e infermieri e dal pianto di sua madre.
Gaetano GULISANO
martedì 6 gennaio 2009
Avvisi importanti
http://ilmondodidori.splinder.com/post/19490311/adozioni
lunedì 5 gennaio 2009
Chi è buono? Chi è cattivo?


Vi prego, ditemi che quel gruppo di uomini attorno a quel mitra non stanno pregando.
So che i leoni, che noi esseri “intelligenti” definiamo bestie feroci, delimitano il territorio con l’urina e, se questo non viene rispettato, il capo branco e solo quello si batte con il capo branco “dell’invasore” fino ad un accordo che verrà suggellato con la fuga o con la morte di uno dei contendenti e, so che questo verrà rispettato.
Noi esseri umani, intelligenti e civili, dunque non bestie feroci cosa facciamo?
Delimitiamo il territorio con bombe di ogni genere che procurano sofferenze atroci e, quando questo viene “invaso” o si ha questa presunzione, mandiamo tutto il branco a morire lasciando ben comodi in poltrona il capi branco.
Il capo branco, ci dice che e giusto fare ciò che facciamo, ma a volte ci fa orrore a noi stessi; allora, il capo branco ci dice che è Dio che lo vuole e così ci siamo lavati la coscienza.
LE GUERRE NON SONO MAI SANTE:
SONO SEMPRE BLASFEME!!
Io sono buono
perché oggi
ho spedito un euro
con un sms.
Io sono buono
perché ho implorato
che in medio oriente
cessasse la guerra.
Io sono buono
perché ho pianto
e pregato per
te che non hai
di che sfamarti.
Io non sarò mai buono
sino a quando
crederò che tu sei
CATTIVO!
(Non voglio dire che non esistono i cattivi, ma che a volte i buoni sono cattivi senza sapere di esserlo e i cattivi potrebbero essere buoni con un piccolo sforzo)
Gaetano GULISANO
giovedì 1 gennaio 2009
Angeli sporcati

Angeli sporcati
Angeli sporcati dalla
visi tumefatti dalla
ali appesantite da
sana follia
e incarcerato
Vorrei
per regalarmi ancora
vorrei alleggerire
restituendogli il loro
vorrei vedere
nell’azzurro cielo
delle brune galere.
Volano
incontro a candide nuvole,
sorridenti
baciati
non più prigionieri
della mortale
Gaetano GULISANO
lunedì 29 dicembre 2008
Sognare la realtà

Sognare di vivere
per vivere
quale vera vita
più fantasiosa
Mentre
concretezza
Svegliarsi
di aver sognato
e smaniare
per continuare
addormentarsi
vivendo il sogno
che questo
Gaetano GULISANO
martedì 23 dicembre 2008
Vorrei

Vorrei
Vorrei farti vedere il mondo
affacciato dalle finestre
dei miei occhi
per darti i miei ricordi,
per donarti i miei pensieri,
per offrirti la mia anima.
Vorrei portarti
sulle spalle del mio tempo,
farti viaggiare in prima classe
sul treno della vita
nascondendoti dalle grinfie
del temibile e inevitabile kronos.
Vorrei darti il mio sapere,
farti conoscere ciò ancora non sai,
regalandoti quel ch’io so,
scoprendomi ad avere
ancora tanto da imparare.
Ma mi odieresti
per averti troppo amato,
mi rifiuteresti
per averti troppo desiderato,
e mi abbandoneresti
abbandonandoti alla vita.
Allora aspetterò appoggiato
ai davanzali dei miei occhi,
per poter guardare il mondo
attraverso le finestre della tua anima.
Gaetano GULISANO
domenica 21 dicembre 2008
L'ISTANTE

L’ISTANTE
Trattenere
un istante quanto basta
per spiare un fiore
che sboccia il suo candore
nel venire alla vita,
oppure un ranocchio
che gracida nello stagno
incurante dell’uomo
che l’osserva.
Un istante
per guardare ammirati
un arcobaleno dalle mille sfumature,
per poi scrutare nel cielo un sole
il quale fa capolino tra le nuvole.
Toglierci
del tempo che scorre inesorabile
per ricercare quella innocenza persa,
quando i nostri occhi si stupivano
dinanzi a queste bellezze del creato.
Un istante!
Tanto dura l’innocenza
negli occhi di un bimbo
il cui mondo colora tutto di rosa.
Anna Teresa.
giovedì 18 dicembre 2008
Libero

Libero
Libero
dagli affanni della realtà
sento librarsi nei cieli dei sogni
la non più oppressa anima mia.
Esistenza
schiava della tangibile
ponderatezza dell’essere,
mentre potrebbe levarsi felice
volteggiando per i sentieri
della saggia insania.
Sogno
recluso nelle crude galere
della concretezza,
fredde celle chiuse con le grate
della ragione, dove le fittizie verità
sono i catenacci che negano la vita.
Gaetano GULISANO
martedì 16 dicembre 2008
Inverno

Inverno
Alberi carichi di candida coltre
piegano i rami al loro destino,
cullati dall’insinuante nenia
del gelido vento, stanchi riposano
nella loro immobile inquietudine.
Come un anziano sovrano appesantito
dagli affanni del tempo, il canuto signore
con lento passo avanza:
Temuto dalla vita che si rifugia
nei caldi giacigli dei ricordi,
nascondendosi all’essenza dell’esistere
ignara di nascere a nuove esistenze.
Solitario si lecca le proprie ferite,
provocate dall’orda delle fameliche belve
serve di Kronos che a nugoli, impietose
lo azzannano, nascosto nella fitta boscaglia
dell’età, braccato dallo spietato ed inevitabile
cacciatore dell’incalzante fiorente stagione.
Gaetano GULISANO
lunedì 15 dicembre 2008
Un istante d'amore

Un istante d’amore
Labbra convulse mai paghe di emozioni,
sensi ansiosi, trepidanti di inerpicarsi
per i sentieri sconosciuti dell’amore.
Mani mai stanche, plasmano le dolci
ed eteree forme dell’anima,
incuranti delle vesciche
che ad esse questa procura,
con sapiente caparbietà
ignorando il dolore,
asciugandosi dal sangue,
continuano il loro impegno.
Occhi lacrimosi non per il dolore,
ma commossi e appagati
per avere vissuto la dolce visione
di un interminabile istante d’amore.
Gaetano GULISANO
venerdì 12 dicembre 2008
L'agonia di Gea


Rantolanti giganti,
per un fugace tepore di liquida agonia,
fuso tormento per l’umana stoltezza.
Aria cupa, appestata dal fittizio progresso,
dal convulso esistere della non esistenza,
dalla terribile smania di distruzione.
Acque ammorbate dall’immane dolore,
dove imputridisce ogni aspettativa di vita,
dove si decompongono i sogni, perdendosi
Deserti si estendono sin dentro l’anima,
minuscoli granelli di sabbia rovente opprimono l’affannoso respiro, la canicola snervante toglie ogni lume di ragione.
Uomini stolti,
Gaetano GULISANO
giovedì 11 dicembre 2008
Uomini o Bestie?
Segnalazioni
mercoledì 10 dicembre 2008
Sculture

Chiaro scuri di vita in basso rilievi
sulla pietra dell’esistenza
scolpiti da scalpelli della realtà,
sapientemente sagomati
in eteree forme con i volti
contorti nei ricordi.
Altalenate scultore
su un’impalcatura di sogni
vacillante percuote il suo marmo,
lacrimando ad ogni frammento
che rovina nell’abisso del senno.
Quando infine scende dalla
sua impalcatura
ammirando la sua opera,
si contorce nello spasimo
raccogliendo schegge di vita.
Gaetano GULISANO
lunedì 8 dicembre 2008
Ancora Natale

Ancora Natale
Sentieri indomiti,
brulicanti di festose malinconie
nel cupo luccicare d’oscuri
e d’appariscenti ornamenti.
Dolente allegrezza d’anime perse
in una fitta boscaglia bruma,
nella vorace ricerca
di un po’ d’avido
e fittizio affetto.
Barricati dietro alibi di false bontà,
inseguendo scusanti per veri misfatti,
incolpando altri della noncuranza.
Armati di un telecomando per
cambiare canale:
per non vedere gli occhi inquisitori
della misera povertà,
scegliendo l’ agiatezza di
facoltosi miserabili,
guardando ancora Natale.
Gaetano GULISANO







