giovedì 5 giugno 2008

I Vecchi





“I VECCHI”

Sorgenti di ricordi senza meta errano
ad esili bastoni appoggiati vanno.

Incurvati dal peso di antiche memorie
fra la nostra indifferenza
inosservati passano.

La nostra storia in essi vi è riposta,
chi siamo stati è quello saremo,
ad ogni domanda
hanno sempre una risposta.

Perché, allora tanto stolti siamo
e a lor cospetto sì ingrati ci mostriamo?
Dopo che liberati da quel tiranno infame
or delle pace noi non gli diamo speme.

Povere anime che ci scrutan tristi
e quasi infastiditi siamo noi da questi
per i loro consigli e i loro buffi gesti.

Poveri vecchi ancora oltraggiati
Pur della dignità li abbiamo noi privati,
dopo una vita di duro lavoro
arriva la più grande delusione,
neghiamo a loro la giusta pensione.

Di offenderli ancor paghi noi non siamo
come degli appestati li trattiamo
dandogli ancor tanti supplizi
chiudendoli in dorati ospizi.

Nonostante questi immani insulti
che a i nostri vecchi
profferiamo oh stolti,
nell’abbracciar quei corpi sì vermigli
con amore questi ancor
ci noman “Figli”.



Gaetano GULISANO

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