giovedì 13 maggio 2010

Il santo Tafferuglio


(fofo da web)

Qualche anno fa, rovistando nei cassetti che non si aprono quasi mai, trovai una vecchia poesia/racconto in dialetto siciliano, scritta da una mia zia circa agli inizi degli anni 30’, ormai trapassata da diversi anni.
Quella poesia/racconto, mi portava alla memoria gli anni della mia fanciullezza, quando, viaggiando con mio padre per il suo lavoro per le campagne della piana di Catania, nella sua vecchia fiat 500 sprovvista di autoradio era solito recitarmi quei versi in dialetto che avevo anch’io imparato. E, nulla mi sembrava più bello ed emozionante.
Quel racconto mi aveva sempre affascinato, in quanto narrava di una ipotetica lite tra San Pietro e Pio IX alle porte del paradiso per causa del Generale dei bersaglieri La Marmora, il quale con l’aiuto del sovrano d’Italia Vittorio Emanuele II, era riuscito a convincere il santo che Pio IX non era del tutto degno di albergare in paradiso, mentre lo erano a pieno titolo il duo di “anticlericali.”
La storia, si intersecava e proseguiva con colpi di scena per finire con una sua morale.
Quel giorno che l’ebbi fra la mani, ero ancora sulla mia sedia a rotelle (che per fortuna ho da tempo abbandonato), leggendola con commozione, trovai che quella storia irreale si sarebbe potuta adattare ad un palcoscenico di un teatro e quindi, decisi di far parlare i personaggi con dei monologhi e dialoghi, ma non volevo comunque togliere le rime che ne avevano contraddistinto l’essenza della poesia stessa, dunque , prima di far entrare i personaggi in scena ho voluto creare la figura di un narratore che in rime all’inizio di ogni atto, racconta quello che sarebbe accaduto e come i personaggi si sarebbero comportati di volta in volta.
Un’altro ostacolo sarebbe stato il dialetto siciliano incomprensibile per molti, dunque ho cercato di cambiare alcune sfumature senza stravolgere la storia cercando di raccontare il tutto in rima.
Questa poesia/racconto/(commedia teatrale) è stata il vero motivo perché oggi è aperto questo blog e perché continuo a scrivere cercando di trasmettere le mie emozioni.
Questa una breve introduzione della commedia.


“Il santo tafferuglio”

Narratore:

Scusatemi,
se non mi sono ancora presentato
è perché non son poeta titolato,
ma raccontar vi voglio col sorriso,
di ciò che accadde un tempo in paradiso.

Nel regno degli angeli e dei santi,
con lo stupore di tutti i defunti,
colui che ai beati apre le porte
al papa Pio IX lì prese a botte.

Se i due Papi si trovaron a litigare,
la colpa è di uno stolto generale,
bersagliere di medaglie decorato
che ormai a miglior vita era passato.

Il milite marciava impaziente,
cercando il paradiso impenitente,
marciava come fosse un centurione
sin che non avvistò il santo Portone;
appena fu vicino qualche metro,
gridò: “vittoria” ed uscì San Pietro.

San Pietro, nel sentire il militare
che continuava ancora ad esultare,
con l’uniforme a festa decorato,
disse: “silenzio un poco screanzato.
Or dimmi senza più farmi aspettare,
con quale nome tu ti fai chiamare.”

Il militare senza più indugiare,
disse: “La Marmora son io il Generale
col copricapo con le piume nere,
che dopo aver pugnato con coraggio
e aver difeso chi subiva oltraggio,
io come eroe e liberatore
il paradiso agogno con onore.

San Pietro, nel sentirlo delirare
dato che calmo egli volea restare,
gli disse: “valoroso generale,
in questo luogo tu non puoi entrare,
ma ti consiglio d’affrettar l’cammino
la dove Dante trovò il conte Ugolino.

La Marmora, all’udir quelle parole
sentendosi oltraggiato nell’onore,
rispose: “all’inferno vacci tu,
se cristo in croce martire è stato
è perché anch’io da lui venga salvato;
e se negar mi vuoi questo diritto
io leggere vorrei il sacro scritto.

San Pietro, nel sentir l’impertinente
e per rispetto di quel luogo sacro,
con calma replicava gentilmente,
dicendo: “caro bersagliere
questo non è un luogo militare
dove tutti ti dovevano ubbidire,
perciò di nuovo, ti invito ad andare
dove Caronte ti possa traghettare.”

Stupito nell’udir quelle parole
pronunciate dal sommo clericale,
con l’ira che s’addice al condottiero
infierì dicendo il generale:
“tu sei portiere di questo santo loco
e così parli perché son disarmato,
eppure, s’io non fossi trapassato
e da chiunque sarei cosi oltraggiato,
la mia sciabola o prete assaggeresti
che il tuo vecchio martirio agogneresti.

San Pietro, sentendosi insultato
serrò i pugni e disse: “in guardia gallo spennato.”
La Marmora con furia gli si avventa
ma ancora prima San Pietro lo agguanta,
con rabbia gli da uno spintone,
lo buttò fuori e chiuse il portone.

Sconfitto e solo, il prode bersagliere,
cercò una strategia da allevare,
ma non avendo forza militare,
capì che solo si doveva rassegnare;
pensò: San Pietro è dunque vittorioso
ed io perdo l’eterno riposo.

Lasciò quel luogo abitato dai santi,
sconfitto e con l’ira che gli serrava i denti,
pensando adesso mi ritiro afflitto,
ma quanto prima torno in questo luogo
e il paradiso metto a ferro e fuoco...

Gaetano Gulisano.

7 commenti:

Caterina ha detto...

Ciao Gaetano,
mi piace molto questa nuova "impresa". La poesia - racconto ha un linguaggio saporito e melodioso. É un vero teatro allegro come un canto-poesia popolare. Hai fatto bene a ritornare per un po' alla tua terra natale.
Ho fatto una piccola ricerca nel tuo blog:))e penso che tu abbia avuto la fortuna di vivere nei posti piú magici del tuo paese :Sicilia, Sardegna, Venezia, mari e monti che arricchivano, addolcivano la tua vita. (So che avevi anche un periodo molto duro ma sei fortissimo.)
Un caro saluto

gaetano ha detto...

@ Caterina: grazie della visita e del commento. Sono veramente felice per la tua graditissima incursione nel mio blog e nei post precedenti.
:-)
Un caro saluto.

Anonimo ha detto...

Che idea originale! Bravo Gaetano, nella vita bisogna mettersi alla prova e cercare nuove vie.
Complimenti.

frantzisca

juljulj ha detto...

...splendidi versi,complimenti.( penso ancora più suggestivi in dialetto :)

gaetano ha detto...

@ Frantzisca: grazie della gradita visita e del commento.
:-)
Un caro saluto.

gaetano ha detto...

@ juljulj: benvenuta in questo blog. hai ragione in dialetto sarebbero stati più suggestivi, ma avrebbero suggestionato solo chi proviene dalla "Trinacria" o poco più in la.
:-)
Un caro saluto.

Squadra SUPERAZIONE ha detto...

Che idea originale, grazie !