venerdì 6 giugno 2008

Il Treno













“IL TRENO”

Giorni trascorrono frettolosi
mentre io fermo,
in questo mio stato di
inconsapevole torpore,
li scruto, come la corsa
folle di un treno.

Giorni di immane ansia,
giorni di trepida attesa,
giorni di inquieta speranza.

Speranza sempre più flebile
speranza sempre più fioca,
speranza sempre più sommessa,
di riuscire a fermare
e prendere quel folle treno.

Giorni in cui le passate gioie,
le trascorse ilarità,
le vissute spensieratezze,
nella mia mente si annebbiano.

Come un lontano sogno mai sognato,
come un passato mai passato,
come una vita mai vissuta.

Ma poi, con il mio bagaglio di ricordi,
di speranza e di fede,
mi ridesto da quel folle torpore.

Mi ritrovo passeggero
senza biglietto su quel folle treno,
allora, ringraziando quell’arcano
controllore, pago in silenzio
la mia ammenda.


Gaetano GULISANO

4 commenti:

Eleonora Ruffo Giordani ha detto...

In questi versi c’è tristezza e quieta accettazione. Fede e speranza, nonostante il trepidare…
Sono dentro i tuoi versi, caro Poeta. Riconosco subito un Animo particolare, e il dolore che so in ogni sua sottile sfumatura.
Davanti a questa lirica, non riesco a a scrivere di più. La leggo e la rileggo in silenzio.
Un sorriso tenero. Grazie.
eleonora

gaetano ha detto...

Grazie ancora cara Eleonora, bisogna accettare il dolore per tramutarlo in gioia.
ciao Gaetano.

Anonimo ha detto...

La poesia sul treno mi da nolstagia del passato più lontano ma anche più vicino ma leggendo questi versi me lo fa ricordare e mi rallegro del bello che é passato e non lo dimentico più.
Raffaella

gaetano ha detto...

Grazie Raffaella per il tuo commento. Ricordare le nostre emozioni passate, devono farci comprendere quante ancora ne dovremo vivere nel futuro.
Ciao Gaetano.