martedì 31 marzo 2009

La zattera del mio tempo


(foto da web)
La zattera del mio tempo

Scorrono lenti i miei pensieri
passeggeri clandestini
sopra la zattera della mia età,
trasportati dal nocchiero
senza tempo, pagato
con oboli d’esistenza.

rollo sui flutti
dell’impetuoso fiume dei ricordi,
che senza pietà
percuote il misero natante,
fa sussultare il flebile gondoliere
e mi trovo solo, timoniere
nella zattera del mio tempo.

In balia delle mie inseparabili
ed inevitabili Moire,
arcane tessitrici che filano
lo spago della mia essenza.

Scruto l’orizzonte,
sperando di non vedere
la temuta e inevitabile Atropo,
che corrucciata nella sua scura veste
apre le lame delle sue affilate cesoie
che attende il mio fato.

Gaetano GULISANO


venerdì 27 marzo 2009

Pensieri

(foto da web)


Pensieri

Pensieri confusi
tra i spinosi rovi della mente,
che invadono il sentiero
intricato della vita
che feriscono l’anima
nell’arrampicata
alla vetta dei sensi.

Sempre alla ricerca d’una
ristoratrice oasi nel deserto
infuocato delle nostre idee,
martellati dalla cocente canicola
delle nostre ossessioni,
accecati dalle tempeste della
fine sabbia dei nostri stolti dubbi.

Questuanti di pace,
mentre belligeranti
ai nostri stessi pensieri,
ai nostri stessi sensi,
alla nostra stessa anima:
abbandoniamo l’agevole sentiero
dal mite clima che
dolcemente ci conduce
alla nostra coscienza.

Gaetano GULISANO

martedì 24 marzo 2009

La Gondola

(foto da web)


La Gondola

Lo sciabordio dell’acqua
nei canali di Venezia,
antiche mura cinte
da un fluido abbraccio,
due cuori lenti passano
come una musica romantica,
la scia dei sogni di due innamorati
che si tengono per l’anima
galleggia sulle calme acque
della laguna.

Antico legno scricchiolante
che confondi i tuoi cigolii
con le soavi ed eteree
note della laguna,
accompagnata dalla voga
fai fremere la forcola
ad ogni tuo sussulto
e un dolce canto
si sprigiona nell’aria.

Sogno d’incanto
interrotto dall’afono e stonato
canto della sgraziata modernità,
una vogata e poi un’altra
e mi cullo ancora nell’oblio
di un’antica e leggera gondola.

Gaetano GULISANO

sabato 21 marzo 2009

Bucaneve

(foto da web)



Bucaneve

Indomabile vigore
d’inevitabile fato,
delicato urlo
d'irresistibile gioia,
tenue essenza
d'un inerme seme.

Sotto una coltre
di gelida e candida neve,
inflessibile con inaspettata
veemenza, spingi il tuo esile
stelo come un’orda
d’inferociti guerrieri.

Vincendo la gelida morsa
a favore d'un flebile tepore,
diventando ardente fuoco
per generare rinascita,
spandendo profumo
per inebriare la vita.

Gaetano GULISANO

giovedì 19 marzo 2009

Ai miei papà

















Ai miei papà

Quanta sicurezza mi davano
le tue forti braccia,
quanta fiducia mi davano
i tuoi calmi discorsi,
quanta gioia mi davano
i tuoi favolosi racconti.

Quanti inutili regali ogni
19 marzo:
dopobarba
che non avresti mai usato,
sigarette
che non avresti mai fumato.

Quanta rabbia ho provavo
quando mi hai lasciato
per quel mondo ultraterreno
che ti avrebbe reso la pace,
ti avrebbe tolto gli affanni
di quel terribile morbo
che oltraggiava il tuo
essere uomo.

Quanta gioia ho provato
nel ritrovarti nel mio amato
suocero,
quanto rimpianto ancora provo
per non averlo mai chiamato
papà.

Simile a te per l’ingegno,
per l’arte,
per l’inventiva
e per il suo amore.

Quanto dolore ho provato
quando anche questi
mi ha lasciato,
per cessare gli affanni
di altro atroce morbo.

Quale triste gioia
nel sapervi entrambi
a dibattere dei vostri ingegni.
in gioiosi ed arcani mondi.

Papà Francesco
e papà Paolo
buon 19 marzo.

Gaetano GULISANO

sabato 14 marzo 2009

Parole

(foto da web)

Parole

Parole,
viaggiano trasportate
dall’aereo dei sensi, nel cielo
della mia mente
andando a collidere
sulla catena montuosa
della mia anima.

Parole,
superstiti al disastro aereo:
cannibali per sopravvivenza
affamati di sapere,
assetati di conoscenza,
bramanti di sognata vita.

Parole,
sopravvissute all’indifferenza
dell’essere solo parole,
dell’essere solo fiato,
partorite da sterili pensieri
senza pensieri.

Parole,
generate dalla feconda anima
accoppiatasi col prolifero cuore,
partite per un lungo viaggio
finito in un bianco foglio
dove inizia:
“POESIA”.

Gaetano GULISANO

martedì 10 marzo 2009

L'attesa


(foto da web)
Questa mia poesia, era stata pubblicata nel blog dell'amico Massimo ( Castor et Pollux) , che aveva proposto e propone ancora una rassegna di racconti e poesie sul tema:
"il primo appuntamento".

L’attesa

Domani,
quanto sei lontano domani?
Se ancora nei miei pensieri
ammiro le tue dolci e soavi
fattezze toccandoti nel sogno
come se fossi ancora adesso,
accarezzandoti nel mio senno
come se fossi già futuro,
baciandoti le labbra
agognando il nostro primo
incontro, mentre attendo
l’irraggiungibile domani.

Generale domani,
cavalca con il tuo crudele esercito,
con la tua orda di spietati guerrieri.
Generale domani, non aver pietà
delle armate del generale oggi
che con coraggioso ardore
oppongono ferrea resistenza,
perché il loro nome
non è più domani?
Ma adesso è già: ieri.

Perché
ancora non sento
il trombettiere suonare
la ritirata dello sconfitto
generale ieri?

Perché
non odo le grida dei vinti
che implorano pietà
alle armate di domani,
che imperterriti avanzano
per farmi incontrare
le sue dolci labbra
alle mie frementi?

Domani,
quanto lontano sei
ancora domani.
Tu, dolce creatura
dimmi che gemi
alla stessa mia maniera,
nella sì tanto crudele attesa
per gli innamorati.

Svegliati,
pagano e divino Febo,
cocchiere dell’arcano carro
che porta il sole,
frusta gli ultraterreni destrieri
che galoppino veloci nella notte,
e che il generale domani trionfi
per fami trionfare domani
sulle sue dolci labbra.

Gaetano GULISANO



domenica 8 marzo 2009

Festa della Donna

(foto da web)


Vorrei segnalare un importante post sulla festa della donna sul blog di: Doridori che invito a leggere.

giovedì 5 marzo 2009

Venezia

(foto da web)


Venezia

Fluido senso salmastro
che in un perpetuo abbraccio
cingi secoli d’arte
nell’arcano andirivieni
di lente maree.

Muri bruni di invecchiati palazzi
che nel loro sgretolarsi
hanno fermato lo scorrere
di remote epoche.

Fondamenta inverdite
dalle avvinghiate alghe
che resistendo ai flutti
del tempo,
rammentano le nozze
con l’amata laguna.

Laguna,
fida sposa che non demordi
dall’imperituro amplesso,
mai sazia dei baci
dell’amato tuo sposo
che in quelle brune
mura trova il riparo.

Donata dal mare
nel tuo dolce incanto
in un galleggiante talamo
di calmi flutti,
bianca strenna
è l’argentea luna
che stende un calmo vello,
ammantandoti
in un casto sembiante,
mentre come un’orchestra
di dotti musici:
lo sciabordio delle onde suona
la dolce la nenia dell’amore.

Gaetano GULISANO

lunedì 2 marzo 2009

Mare Audiopoesia (esperimento)

Ho voluto provare ad interpretare una mia poesia, leggendola, aggiungendo musica e immagini, così come io la sento. Naturalmente, non sono né un attore né un interprete. Dunque, posto ugualmente di seguito la poesia, in maniera tale da poterla leggere.


Mare

Ascolto
il lento sciabordio delle onde
che dolcemente
accarezza lo scoglio,
cingendolo in un
amoroso abbraccio
offrendogli la chiara spuma.

Sento
il salso tepore
arrivarmi alle nari
pungendomi i sensi
in un groviglio
di turbinose emozioni,
che agitano i miei pensieri
fra i flutti impetuosi
dell’anima.

Marinaio
sulla zattera dei desideri
squassata dai marosi
della tua inquietudine,
naufrago nel ventre
del tuo orgoglio,
approdo nelle tue
dorate spiagge
madide ancora
del tuo calmo fragore.

Gaetano GULISANO

giovedì 26 febbraio 2009

Amarti

(foto da web)
Amarti

Amarti:
mentre il sole
con il suo caldo abbraccio
cinge il cielo in un
vermiglio manto,
colorando di nuovo il mondo,
togliendomi il respiro,
respirandomi di te
intanto che lento
mi abbandono al suo volere.

Amarti:
quando “Febo” ormai lontano
si inabissa con i suoi destrieri
nella purpurea calma del
cocente mare,
finché lasciato il posto
alla sua pallida sorella “Selene”,
ti rischiara in una scura notte
illuminando la tua essenza
dove dolcemente mi perdo.

Amarti:
dove la notte finisce
finendomi nei tuoi fluidi sguardi,
conducendoti all’oblio
per non obliarti con oboli d’amore,
dove il soave abbraccio dell’aurora
ci troverà abbracciati
ad aspettare,
il fragoroso scalpitare
dei nervosi destrieri
del divino “Febo”.

Gaetano GULISANO

(A mia moglie Annabella)

lunedì 23 febbraio 2009

Amico

Quante e quante cose si potrebbero dire sull'amicizia... Così tante che potrebbero quasi risultare tutte banali, proprio per il fatto che non lo sono per niente.



Amico

Amico,
che dentro un sorriso
spegni ogni mia pena,
lenendomi dai miei pensieri,
dandomi l’oblio nell’ilarità
della tua amicizia.

Amico,
che hai pianto sulla mia spalla
versando le mie stesse lacrime,
ridendo al mio essere istrione
appropriandoti dei miei sorrisi,
sperando le mie stesse speranze
realizzandole in reali sogni.

Amico,
moltitudine d’emozioni
che come gli impetuosi flutti
nella tempestosa notte
cingono le scogliere,
così la tua amicizia
nell’anima mia s’avvinghia
in un affettuoso abbraccio.

Gaetano GULISANO


Premio Brilante


Ho ricevuto dalla cara amica Miri questo meraviglioso premio.
"Si tratta di un premio per i blogs che risaltano nella loro brillantezza per i temi e per il design."
Nel ringraziarla infinitamente, per un premio che forse non merito, ma che accetto con immensa gioia, non posso non donarlo a tutte le persone nella mia lista amici, che ringrazio per l'assidua presenza in questo blog.
GRAZIE MIRI

giovedì 19 febbraio 2009

Lacrima

(foto da web)


Lacrima

Lacrima
che ascendi dall’anima
e ti palesi nei miei occhi,
quando i miei sensi
non reggono alle emozioni:
baciami le guance.

Lacrima,
liquido senso di gioia,
svelami le mie passioni
che si celano nelle recondite
regioni del mio cuore,
velandomi lo sguardo
facendomi vedere la verità.

Lacrima,
non arrestare il tuo viaggio
anche quando è il dolore
a richiedere la tua essenza,
fa che sgorghi tutto lo spasmo
come limpide cascate alpestri
e che dentro una lacrima
dimori gaiezza.

Gaetano GULISANO

lunedì 16 febbraio 2009

Nuovo giorno

(foto da web)


Nuovo giorno

Lento passeggio
per i sentieri dell’anima
mentre claudicante
il giorno passa lieve
affannandosi.

Ancora non sento la sua agonia
che nel meriggio ha il preludio,
ma come nugoli di frecce che
scagliate a parabola
in un purpureo cielo
dopo l’inaspettato sibilo
trafiggono il guerriero,
così il giorno si avvia
imperterrito verso il suo
inevitabile fato.

La sera,
sarà il mio tormento
dove sciami di pensieri
mi avvolgeranno il senno
torturandomi in un turbinio
di emozioni.

La notte,
con il suo possente scudo
mi proteggerà da quel nugolo
d'aguzze frecce,
con il suo oblio mi avvolgerà
in un calmo abbraccio
e sarò allora pronto
ad ascoltare il vagito di
un nuovo giorno.

Gaetano GULISANO


domenica 15 febbraio 2009

Premio amicizia

Ho ricevuto dalla cara amica poetessa Marina questo premio amicizia. La cosa mi ha molto lusingato. Per regolamento, avrei dovuto scegliere, almeno sette blog meritevoli del premio; ma io, lo dono a tutti i blog della mia lista.

Grazie ancora Marina .



Nel sito di Renzo Montagnoli







Sono stato intervistato anch'io, se volete potete leggere l'intervista e vedere il mio faccione cliccando qui .



giovedì 12 febbraio 2009

Nocchiero

(foto da web)


Nocchiero

Sola
con i tuoi pensieri
navighi sulle onde
del tempo,
obliata da un sole
di ricordi.

Timoniera inesperta
su una nave
di cartapesta,
con la prua ai marosi
eventi,
segui la rotta
della vita.

Tempestoso
e scuro mare
di flutti impetuosi
e avversi:
è il tuo senno
pervaso dal pensiero
di antiche memorie.

Nocchiero,
soccorrila nella sua
traversata,
guida la sua prora
al tuo molo,
ormeggia la sua nave
alle tue calme rive:
e che non senta più
l’affannoso rollio
dei travolgenti flutti.

Gaetano GULISANO


mercoledì 11 febbraio 2009

Premio Dardos



Ieri ho ricevuto da:
Noidue2004:
http://amoresenzaconfini.splinder.com/
Il premio Dardos per l'impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari, umani e personali



A loro, va il mio ringraziamento per avermi onorato con questo premio e per la loro assidua pesenza nel mio blog con i loro commenti:

GRAZIE


Il regolamento è il seguente: accettare e comunicare il regolamento, promuovere 15 blog meritevoli dello stesso premio,linkare il blog che ti ha premiato.
A mia volta dono questo premio a:

Carloesse75: http://didivinpoesia.splinder.com/
Fabiocogolato:
http://sognidipoeta.splinder.com/
Fogliadivite:
http://fogliadivite.splinder.com/
Soriana:
http://rossiorizzonti.splinder.com/
Anna Teresa:
http://cerbiatta64.splinder.com/
Miri:
http://lozibaldonedimiri.splinder.com/
NeLLa’s:
http://ripartodazerooo.blogspot.com/
Riyueren:
http://innerland.splinder.com/
SorayaSrena:
http://perennequilibrio.splinder.com/
Renzo Montagnoli:
http://armoniadelleparole.splinder.com/
Cristina Bove:
http://cristinabove.splinder.com/
Margherita:
http://ghostdaisy.splinder.com/
Glodalessandro:
http://glodalessandro.splinder.com/
Anileda:
http://ladyeagle.splinder.com/
Natàlia:
http://frammentipoetici.splinder.com/

lunedì 9 febbraio 2009

L'Alpino del '900


(foto daweb)

Chi non ha mai sentito parlare degli “Alpini”, queste figure quasi mitiche delle montagne. Arrampicati sulle rocce o per i sentieri, ad aiutare e soccorrere dove nessuno sarebbe in grado di arrivare. Essi, sono parte della montagna, sono i “figli delle rupi” e delle montagne ne hanno l’essenza.
La vera montagna, non è luogo fisico ma un luogo arcano nascosto alla vista dei più distratti, di quelli che non sanno né vedere né ascoltare con l’anima.
Molti anni fa (e purtroppo anche oggi), delle persone che detenevano il potere, non seppero ascoltare quelle voci. E, queste mitiche creature la quale vera patria era la montagna si trovarono gli uni contro gli altri.

L’alpino del ‘900

Tu oh prode Alpino del novecento,
milite ignaro di tanto sgomento,
che per quei monti orgoglioso salivi
e i tuoi fratelli montani aiutavi.

Ignaro allora di tanta sventura
che su quei monti la sorte attendeva,
per l’ingordigia di umani potenti
morto ti vollero sopra quei monti.

Quei tuoi fratelli che prima aiutavi
ora nemici tu li nomavi,
perché i potenti tavean così detto
che non ve un uomo dentro l’elmetto.

Senza paura del combattimento
eri tu folgore nel vento,
che contro il nemico tuo destinato
della tua furia veniva investito.

Ma nel guardare quel elmo morente
in tutto a te rassomigliante,
scrutando sotto quel grigio mantello
lì scorgevi il tuo caro fratello,
che per tua mano come Caino
fosti tu fato del suo destino.


Ti domandavi con sommo stupore
perché son attore di sì tanto orrore,
in questo teatro sì insanguinato
che il Dio sì bello ci aveva donato,
quale cagione si possa invocare
perché questa guerra continuare.

Chi ha mai voluto l’inizio figliare
di sì immane assurdo furore,
che vedean i figli di quei monti belli
uccidersi ignari d’esser fratelli.

Tu invocavi il Dio degli umani
per far cessare quelle guerre immani,
e pei monti orgoglioso ancora salire
e tuoi fratelli oltre aiutare.

Ridargli il senno Dio degli umani,
a quei potenti si tanto stolti ,
perché ancor vivere sopra quei monti
possano in pace le umane genti.

Caro il mio alpino del novecento
al pari tuo è il mio sgomento,
dopo cent’anni di guerre immani
ancora stanchi non siamo gli umani,
che di Caino portiamo il fardello
e ancora uccidiamo il nostro fratello.

Gaetano GULISANO

sabato 7 febbraio 2009

Fingere di vivere

(foto da web)



Fingere di vivere

Fingere d’amare la vita
vivendo obliandosi di vivere,
negandosi il sorriso
della vita stessa per
paura della vita.

Immaginarsi l’amore
senza riuscire ad amare,
per paura di amarsi amando
oboli d’esistenza.

Credere d’aver vissuto
una terrena realtà,
per poi scoprirsi
a guardare l’accogliente
ventre di una mamma,
sicuro che si ama realmente
solo donando la vita.

Gaetano GULISANO

venerdì 6 febbraio 2009

Il primo appuntamento

L'amico Massimo ( Castor et Pollux) nel suo blog http://castorepolluce.blogspot.com/
propone una rassegna di racconti e poesie sul tema "il primo appuntamento".
Il limite delle battute è di 5500.
C’è anche la mia poesia "L'
attesa".
L'indirizzo cui mandare il materiale è: castor_et_pollux@libero.it

giovedì 5 febbraio 2009

Quassù

(La Marmolada fotografata dal rifugio Lagazuoi 2752 mt.)

Dopo una bella chiacchierata con l'amico poeta e scrittore Renzo Montagnoli sulla bellezza e l'armonia delle montagne (passione che ci accomuna), ricevo una mail con una sua bellissima poesia...



Quassù
di Renzo Montagnoli

C’è un’aria di vita quassù
in questi boschi ombrosi
in queste piane soleggiate
nessun rumore in quota
solo il lento incedere del vento.
Come le cime silenziose
le mani si protendono al cielo
tanto è vicino
che par di toccarlo
di poter sfiorare con le dita
le poche candide nubi
che sonnecchiano nel meriggio.
Io e questa terra
io e questa amica natura
nessun altro a romper l’idillio
chiudo gli occhi
e ascolto la voce del creato
mille brusii di vita
timide voci di un mondo
che sfugge alla civiltà.
E’ un cuore pulsante
un’energia infinita
a cui lasciarsi andare
cullato dai pensieri
che rapidi s’involano
silenziosi e assorti
in un muto dialogo
con l’eternità.

lunedì 2 febbraio 2009

Metamorfosi

(foto da web)

Metamorfosi

Guardo
la neve che senza
opporre resistenza
lenta sotto un possente sole
cede il posto alla sua metamorfosi,
trasformandosi in fluida acqua,
abbandonando quel suo
solido candore.

Osservo
il bruco strisciante
mentre voracemente si nutre
per mutarsi in una
leggiadra e variopinta
farfalla.

Scruto
il cielo che brulica di rondini
mentre si inseguono in una
frenetica e gioiosa danza
e immagino le loro uova
che si tramuteranno
in pigolanti ed affamati pulcini.

Mi specchio in una limpida pozza
e notando le mie prime rughe,
come crisalide, mi ritrovo a gioire
per la mia metamorfosi.

Gaetano GULISANO

venerdì 30 gennaio 2009

Memoria


Il giorno della memoria è già passato, ma che memoria sarebbe se ce ne fossimo già dimenticati?


Memoria

Lunghi sentieri di filo spinato
che come viali alberati
ombreggiano la luce
dei ricordi,
folti tappeti di anime
arrugginite dal tempo
calpestati dagli affanni
delle memorie.

Vicoli bui dove scorgere
una marmorea luce,
inseguendola in una smania
di reclusa libertà,
per poi scorgervi una
bruna verità.

Uomini che non vogliono
più percorrere i sentieri
del senno
camminando per le vie
dell’oblio.

Uomini che rifiutano l’umanità
ripudiando la memoria
nascondendosi alle memorie.

Gaetano GULISANO

lunedì 26 gennaio 2009

Paludi

(Foto da web)


Paludi

Annaspando
fra i paludosi acquitrini
dei miei pensieri,
dove s’intrecciano
alle terse memorie,
nauseabonde porcilaie:
dove sono i miei ricordi?

Barcollando
muovo lenti i passi
provando ad uscire
un piede e poi l’altro,
un viscido appiglio
e scivolo nell’abisso:
dové la mia anima?

Vacillando
ancora nel buio
bramando la luce,
smaniando un sorriso,
anelando la vita;
trovo la tua forza:
Amore mio!

Gaetano GULISANO

sabato 24 gennaio 2009

A ZIO GAETANO



Qualche giorno fa, aprendo le mail, ho avuto una piacevolissima e commovente sorpresa. I miei due nipotini: Matteo e Noemi rispettivamente di 10 anni Matteo e di 5 Noemi, mi hanno scritto e dedicato una poesia con la complicità della madre che, non li molla mai per un attimo (anche se il contenuto è da attribuirsi esclusivamente alle due stelline).
Inutile dirvi la mia soddisfazione e commozione nel leggerla.




A ZIO GAETANO

Zio Gaetano
è uno zio un po' strano,
è uno zio giocherellone
con un grosso bel pancione.

Di dieta non ne vuol sapere,
ma solo di mangiare e bere.
Gli piacciono le olive ascolane
patatine, pop corn e il salame.

In montagna noi sappiamo
che da “Fruzz” ci porterà
e attenzione: là il pastin ordinerà.

Gli piace la tecnologia
e se la porta sempre via
computer blog e e-mail
fanno della sua vita un remake.

Con noi gioca a uno, domino e all'oca
per farci sentire la vita meno vuota,
con noi scala la montagna
come un palo di cuccagna,
con noi ride e scherza
fino ad avere il mal di testa.

Facciamo la guerra dei cuscini,
ma non può vincere con noi bambini.
Ci vuole sempre accontentare
anche a costo di sbagliare.

Questa è la nostra conclusione:

“ABBIAMO PROPRIO UN BEL
GRANDE ZIONE”.

MATTEO e NOEMI

venerdì 23 gennaio 2009

Ringraziamenti

Ringrazio Renzo Montagnoli per aver pubblicato nel suo sito Arteinsieme la mia poesia "Vite Rubate".
Inutile dire che oltre ad esserne felice ne sono onorato.

GRAZIE

giovedì 22 gennaio 2009

S.O.S. Affetto.


Ciao a tutti cari amici blogger, mi domandavo: che emozioni vi suscita quest'immagine?
Se vi suscita qualche emozione, (qualunque essa sia) vi consiglio di andare a leggere il post di "Miri83" segnalatomi da http://briciola-vitadacane.blogspot.com/. Chissà se a volte noi esseri umani riusciamo a comportarci come tali.
E' peggio maltrattare un animale riempiendolo di bastonate e altro, per poi dire che lui è l'animale che non conosce il senso della pietà, mentre noi esseri umani sì o abbandonarlo al suo destino atroce che sia, lasciandolo morire di stenti, lavandoci la coscienza con l'acqua tanto sporca da renderla ancora più lurida?
Questo, non è un giocattolo, che si compra e quando ci si stufa si butta via!

martedì 20 gennaio 2009

Il Tormento

(Foto da web)

Il Tormento

Mi abbandono
ai mostri della mia anima
che come orribili draghi
mi tormentano con lingue di fuoco,
disarmandomi della mia spada
disarcionandomi dalla mia
cavalcatura.

Io cavaliere errante
senza spada e senza onore,
senza un cavallo e senza
un regno da conquistare,
senza un castello dalle alte torri e
senza una principessa da salvare.

Il drago,
soffia solfurei aliti di terrore
ma non mi ucciderebbe
perché è conscio che non potrebbe
mai esistere senza il mio tormento
come io non potrei mai vivere
senza i miei mostri.

Gaetano GULISANO

domenica 18 gennaio 2009

Avviso importante

Cari amici blogger, vi invito a leggere il post di Doridori, postato nel suo blog http://ilmondodidori.splinder.com/ il 17/01/2009.

"MOLTO IMPORTANTE"

venerdì 16 gennaio 2009

Battaglie

(foto da web)


Battaglie

Esultanti grida di vittoria
dei trionfatori,
agonizzanti urla di terrore
dei vinti,
sguardi assenti
di chi più non implora
umanità.

Occhi tremendi di chi sa
che non ve nessuna vittoria
nel sopprimere,
occhi di paura di chi sa
che non ve nessuna sconfitta
nel perire,
occhi pietosi di chi ancora
vorrebbe chiedere
pietà.

Si può mai vincere in guerra
uccidendo, assassinando
la propria umanità?
Si puoi mai perdere in guerra
lasciandosi uccidere
per non assassinare
la propria umanità?
Ci saranno mai vinti
in guerra?
Ci saranno mai vincitori
in guerra?
Ci saranno mai risposte
in guerra?

Quante domande
e nessuna risposta,
solo il fumo acre
della morte
e il pestilenziale
morbo della violenza
che come un
potente tosco
ammorba le anime
delle genti.


Gaetano GULISANO

mercoledì 14 gennaio 2009

Sono Tornato





Cari Amici blogger, non ero sparito, ma ero soltanto in ospedale a farmi togliere l’impalcatura dalla gamba. Adesso, sono ritornato senza (impalcatura) e con tanta voglia di comunicare emozioni emozionandomi. Fra le mille cose, la poesia è anche: emozionarsi emozionando. E, quale emozione è più intensa se non quella che dopo anni (3 anni ½ ) si inizia a guarire. Anche, se non posso fare a meno di pensare a quelli meno fortunati di me (ai quali va un caloroso abbraccio), che non hanno avuto l’opportunità di guarire e quelli che non hanno avuto l’opportunità di essere curati.
Nelle corsie degli ospedali, in questi anni di assidua frequentazione, ho visto tanta sofferenza abbinata a tanta forza, che non avrei mai creduto che potesse realmente esistere.


giovedì 8 gennaio 2009

Viva lo Sballo

(Foto da web)
Pubblico questo mio racconto, postato qualche tempo fa sul blog di: Barbara Garlaschelli , sulla scia di una poesia di: Fabio Cogolato "No Droga" .
Voglio scusarmi: innanzitutto per il turpiloquio presente in alcune fasi del racconto (che non è mio solito adoperare), ma credo, che la situazione del racconto lo richieda.
I personaggi del racconto, sono pura opera della fantasia dell'autore ed ogni riferimento a persone, luoghi o fatti realmente accaduti è da ritenersi puramente casuale.




VIVA LO SBALLO



-Gloria, hai trovato le pasticche?- dice Marco. E’ a bordo della sua BMW in compagnia di due suoi amici.
-Cosa cazzo ci servono le pasticche?- replica la ragazza, ferma sul marciapiede.
-Ma sei proprio fusa… Mi vuoi far credere che vuoi entrare in discoteca senza impasticcarti? Ah, capisco, hai tirato prima di uscire di casa. Eppure, non si direbbe dagli occhi.
-Marco, guarda che non ho toccato né coca né pasticche e non ho intenzione di farlo.
-Seee, seeee… Dai, monta in macchina- dice Marco guardandola con sospetto.
-Ma non possiamo fare a meno di quella merda?
-Sentite questa stronza: la chiama merda. Ma chi cazzo ti ha messo queste stronzate nella testa?- Dicono i tre ragazzi, quasi in coro.
-Ieri, mi sono sentita male e non ho intenzione di prendere più quella merda. Anzi, me ne torno a casa e fatti fottere tu e tuoi amici.
Gloria si allontana senza salutare.
I due amici, seduti nei sedili posteriori, scendono dalla macchina, sbattendo violentemente le portiere.
-Lasciala perdere quella stronza, che vada a fare in culo.
-Avete ragione. – Si sporge dal finestrino e le urla:- VAFFANCULO!
Gloria, già lontana, non risponde.
- Andate da Mustafà che ha la roba buona, che stasera ci sconvolgiamo alla grande. Chi ci ammazza a noi? – dice Marco.
-Si, hai ragione Chi ci ammazza?- E ridendo, i due ragazzi si allontanarono a piedi.

Erano le cinque del mattino e Gloria non riusciva a prendere sonno. Accese la TV. Al telegiornale locale stavano dando una notizia: una BMV con a bordo tre ragazzi e una ragazza, era uscita fuori strada al rientro dalla discoteca. La giornalista continuò dicendo che i ragazzi, al momento dell’incidente, erano sotto l’effetto di alcol e droghe. Subito dopo, passarono le loro foto.
Gloria urlò:-Cosa cazzo dice quella stronza! Io, sono rimasta a casa, non sono andata in discoteca con quei tre sfigati.- E mentre pronunciava quelle parole, la sua le cominciò a diventare estranea. Non riconosceva più i mobili, le pareti rosse e gialle, il poster degli U2. Tutto era di un bianco accecante. La TV, era diventata un monitor su cui c’era l’animazione irregolare di un elettrocardiogramma. Gloria aveva gli occhi chiusi.
Dopo qualche istante, i suoni si stabilizzarono in un unico fischio continuo, interrotto solo dal trambusto di medici e infermieri e dal pianto di sua madre.

Gaetano GULISANO

martedì 6 gennaio 2009

Avvisi importanti

Chi fosse interessato a dare e ricevere amore, clicchi su questo link. Aiutare un cane ci farà sentire meno "cani".
http://ilmondodidori.splinder.com/post/19490311/adozioni

lunedì 5 gennaio 2009

Chi è buono? Chi è cattivo?



Io, ho sempre creduto che Uomini e Donne si mettessero a pregare attorno ad un Dio (qualunque esso sia), per chiede pace e amore e, che questo, fosse rappresentato come un simbolo di pace e di prosperità.
Vi prego, ditemi che quel gruppo di uomini attorno a quel mitra non stanno pregando.

So che i leoni, che noi esseri “intelligenti” definiamo bestie feroci, delimitano il territorio con l’urina e, se questo non viene rispettato, il capo branco e solo quello si batte con il capo branco “dell’invasore” fino ad un accordo che verrà suggellato con la fuga o con la morte di uno dei contendenti e, so che questo verrà rispettato.
Noi esseri umani, intelligenti e civili, dunque non bestie feroci cosa facciamo?
Delimitiamo il territorio con bombe di ogni genere che procurano sofferenze atroci e, quando questo viene “invaso” o si ha questa presunzione, mandiamo tutto il branco a morire lasciando ben comodi in poltrona il capi branco.
Il capo branco, ci dice che e giusto fare ciò che facciamo, ma a volte ci fa orrore a noi stessi; allora, il capo branco ci dice che è Dio che lo vuole e così ci siamo lavati la coscienza.

LE GUERRE NON SONO MAI SANTE:

SONO SEMPRE BLASFEME!!





Chi è buono? Chi è cattivo?

Io sono buono
perché oggi
ho spedito un euro
con un sms.

Io sono buono
perché ho implorato
che in medio oriente
cessasse la guerra.

Io sono buono
perché ho pianto
e pregato per
te che non hai
di che sfamarti.

Io non sarò mai buono
sino a quando
crederò che tu sei
CATTIVO!

(Non voglio dire che non esistono i cattivi, ma che a volte i buoni sono cattivi senza sapere di esserlo e i cattivi potrebbero essere buoni con un piccolo sforzo)

Gaetano GULISANO

giovedì 1 gennaio 2009

Angeli sporcati




Angeli sporcati

Angeli sporcati dalla
terrena fanghiglia,
visi tumefatti dalla
ponderata malvagità,
ali appesantite da
piogge acide,
sana follia
il voler ancora
librarsi
in un tetro cielo
bruno,
carceriere
e incarcerato
nella mortale
prigione.

Vorrei
poter lavare
quegli atterriti visi
per regalarmi ancora
un lindo sorriso,
vorrei alleggerire
quelle insudiciate ali,
restituendogli il loro
primitivo candore,
vorrei vedere
ancora librare Angeli
nell’azzurro cielo
ed aprire le grate
delle brune galere.

Volano
adesso Angeli
non più sporchi
incontro a candide
nuvole,
sorridenti
e con le chiome
ondeggianti al vento,
baciati
dai dorati raggi
del sole,
non più prigionieri
del bruno cielo
della mortale
galera.

Gaetano GULISANO

lunedì 29 dicembre 2008

Sognare la realtà



Sognare la realtà

Sognare
di vivere
un reale sogno
per vivere
sognando la vita,
quale vera vita
può essere
più fantasiosa
della realtà?
Mentre
l’assurdità della
concretezza
è vivere sognando.

Svegliarsi
nell’angoscia
di aver sognato
la vita
e smaniare
di addormentarsi
per continuare
a vivere nel sogno,
addormentarsi
alla vita
bramando
un verace sogno,
vivendo il sogno
sperando
che questo
sia la vera vita.

Gaetano GULISANO

martedì 23 dicembre 2008

Vorrei






Vorrei

Vorrei farti vedere il mondo
affacciato dalle finestre
dei miei occhi
per darti i miei ricordi,
per donarti i miei pensieri,
per offrirti la mia anima.

Vorrei portarti
sulle spalle del mio tempo,
farti viaggiare in prima classe
sul treno della vita
nascondendoti dalle grinfie
del temibile e inevitabile kronos.

Vorrei darti il mio sapere,
farti conoscere ciò ancora non sai,
regalandoti quel ch’io so,
scoprendomi ad avere
ancora tanto da imparare.

Ma mi odieresti
per averti troppo amato,
mi rifiuteresti
per averti troppo desiderato,
e mi abbandoneresti
abbandonandoti alla vita.

Allora aspetterò appoggiato
ai davanzali dei miei occhi,
per poter guardare il mondo
attraverso le finestre della tua anima.

Gaetano GULISANO

domenica 21 dicembre 2008

L'ISTANTE


L’ISTANTE

Trattenere
un istante quanto basta
per spiare un fiore
che sboccia il suo candore
nel venire alla vita,

oppure un ranocchio
che gracida nello stagno

incurante dell’uomo
che l’osserva.

Un istante
per guardare ammirati

un arcobaleno dalle mille sfumature,
per poi scrutare nel cielo un sole
il quale fa capolino tra le nuvole.

Toglierci
del tempo che scorre inesorabile

per ricercare quella innocenza persa,
quando i nostri occhi si stupivano
dinanzi a queste bellezze del creato.

Un istante!

Tanto dura l’innocenza
negli occhi di un bimbo

il cui mondo colora tutto di rosa.

Anna Teresa.

giovedì 18 dicembre 2008

Libero




Libero

Libero
dagli affanni della realtà
sento librarsi nei cieli dei sogni
la non più oppressa anima mia.

Esistenza
schiava della tangibile
ponderatezza dell’essere,
mentre potrebbe levarsi felice
volteggiando per i sentieri
della saggia insania.

Sogno
recluso nelle crude galere
della concretezza,
fredde celle chiuse con le grate
della ragione, dove le fittizie verità
sono i catenacci che negano la vita.

Gaetano GULISANO
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